Nel cuore del Large Helical Device, il gigantesco contenitore superconduttore che in Giappone studia da anni il comportamento del plasma, i ricercatori del National Institute for Fusion Science hanno …
Nel cuore del Large Helical Device, il gigantesco contenitore superconduttore che in Giappone studia da anni il comportamento del plasma, i ricercatori del National Institute for Fusion Science hanno osservato qualcosa che aiuta finalmente a spiegare uno dei problemi più ostinati della fusione: la velocità con cui il calore scappa dal nucleo verso il bordo del reattore. Per decenni questa rapidità è stata considerata quasi misteriosa, perché non coincideva con le previsioni dei modelli classici, stando a cui il calore avrebbe dovuto diffondersi in modo graduale, simile al movimento di un fluido denso che filtra pian piano verso zone più fredde. Gli scienziati del NIFS hanno però notato che il plasma non si comporta come un fluido lento e prevedibile, ma possiede due modalità distinte di trasporto. Una è quella già nota, simile a un avanzamento metrico e costante, paragonabile a una corsa corta e controllata. L’altra, particolarmente più sorprendente, è una sorta di collegamento istantaneo tra regioni lontane del reattore, che trasferisce calore in meno di un decimillesimo di stando a. Gli studiosi hanno descritto questa dinamica con un’analogia sportiva: non un’azione corpo a corpo, ma un lancio lungo e preciso che salta l’intero campo, permettendo al calore di raggiungere immediatamente la periferia. Questo effetto è causato da una turbolenza particolare, definita “mediatrice”, che fino a oggi non era stata isolata con chiarezza. Per individuarla, il team ha utilizzato impulsi di riscaldamento particolarmente brevi e potenti, monitorando il plasma con strumenti ad alta frequenza capaci di cogliere variazioni nell’arco di pochi microsecondi.
Fonte: HDBlog