Quando pensiamo al Wi-Fi la nostra connessione di casa è la prima cosa che ci viene in mente, e spesso è fonte di problemi quando il segnale non arriva in alcune stanze. Ma queste questi…

Quando pensiamo al Wi-Fi la nostra connessione di casa è la prima cosa che ci viene in mente, e spesso è fonte di problemi quando il segnale non arriva in alcune stanze. Ma queste questioni che lasciano il tempo che trovano se relazionate a luoghi in cui un segnale wireless diventa una questione di sicurezza globale, come l'interno di un reattore nucleare in fase di smantellamento. Si parla di ambienti estremi, come quelli di Fukushima Daiichi, dove al momento i robot sono gli unici operatori possibili. Sappiamo che da anni si cercano metodi per bonificare quest'area e finora i mezzi utilizzati sono stati letteralmente al guinzaglio, ovvero connessi via cavo. Per muoversi devono trascinarsi dietro pesanti cavi di rete che spesso si incagliano tra le macerie, limitando i movimenti e rischiando di interrompere le operazioni. Il problema principale è che l'elettronica tradizionale viene letteralmente fritta dalle radiazioni in pochissimo tempo, e questo porta a doversi affidare a compromessi. Per superare questo ostacolo un team di ricercatori giapponesi ha sviluppato un ricevitore Wi-Fi da 2,4 GHz capace di sopravvivere dove qualsiasi altro dispositivo smetterebbe di funzionare in pochi secondi. Pensate che questo prodigio tecnologico ha dimostrato di poter resistere a una dose di radiazioni pari a 500 kilogray, ovvero un valore circa mille volte superiore a quello che manderebbe in tilt i circuiti classici.


Fonte: HDBlog

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