Negli ultimi anni, il mondo della finanza tradizionale ha iniziato a guardare con sempre maggiore interesse alla blockchain e alle sue potenzialità. stando a Ronghui Gu, CEO della società di sicurez…

Negli ultimi anni, il mondo della finanza tradizionale ha iniziato a guardare con sempre maggiore interesse alla blockchain e alle sue potenzialità. stando a Ronghui Gu, CEO della società di sicurezza blockchain CertiK, le istituzioni finanziarie stanno valutando la possibilità di trasferire trilioni di dollari in asset onchain.

L’orizzonte temporale di questa migrazione potrebbe essere di circa dieci anni, periodo entro il quale si prevede che decine di trilioni di dollari si muoveranno su registri decentralizzati. Questa prospettiva rappresenta una vera e propria rivoluzione per il settore finanziario, che potrebbe beneficiare di una maggiore efficienza e trasparenza. Tuttavia, la realtà operativa attuale si presenta particolarmente più complessa e rischiosa di quanto si possa immaginare, soprattutto per gli attori più conservatori del panorama finanziario. I rischi della blockchain: una barriera per le banche

Nonostante l’entusiasmo, il trasferimento di asset su blockchain si scontra con una serie di ostacoli significativi. Il principale tra questi risulta essere rappresentato dal rischio di hack ed exploit, una minaccia che si risulta essere intensificata con l’avvento dell’intelligenza artificiale (IA) applicata al cybercrime. Ronghui Gu sottolinea come le banche e le istituzioni finanziarie siano costrette a confrontarsi con una molteplicità di rischi: dagli attacchi automatizzati alimentati dall’IA, alle vulnerabilità degli smart contract, fino alle manipolazioni degli oracoli e agli hack cross-chain che colpiscono i bridge tra diverse blockchain.


Fonte: The Cryptonomist