Visa, Google, Mastercard, BlackRock e oltre cento altre imprese hanno firmato un accordo per creare una stablecoin comune. Il progetto, denominato Open USD, è stato presentato come risposta alle limitazioni operative delle stablecoin esistenti, in particolare i costi di minting e redemption.

Open USD è pensata per consentire transazioni internazionali senza commissioni di emissione e senza soglie di volume. La mancanza di costi fissi dovrebbe rendere la moneta digitale più attraente per grandi operatori che gestiscono volumi elevati di pagamenti digitali.

Scalabilità e assenza di costi

Il principio cardine di Open USD è la scalabilità: nessun costo di minting o redemption, e nessun limite artificiale sui volumi. Questo approccio elimina le barriere economiche che molte aziende incontrano quando utilizzano stablecoin tradizionali, permettendo loro di sfruttare la rapidità della blockchain senza sacrificare la redditività.

In pratica, le imprese possono emettere token Open USD in quantità illimitata e riscattarli al valore di un dollaro senza pagare tariffe aggiuntive. La riduzione dei costi operativi si traduce in margini più elevati per i servizi di pagamento e in una maggiore competitività rispetto ai sistemi legacy.

Governance e partecipazione dei partner

La governance di Open USD è affidata a Open Standard, una società indipendente costituita da rappresentanti dei partner. Il consiglio di amministrazione comprende rappresentanti di Visa, Google, Stripe, Coinbase e altri membri chiave, garantendo una supervisione condivisa e trasparente.

I partner guadagnano dai rendimenti generati dalle riserve di Open USD, al netto di una piccola commissione di gestione operativa. Questo modello incentiva la partecipazione attiva e l’allineamento degli interessi tra tutti gli attori coinvolti, creando un ecosistema sostenibile.

Implicazioni per il mercato dei pagamenti

Open USD potrebbe ridefinire gli standard dei pagamenti digitali, offrendo un’alternativa a basso costo alle reti di pagamento tradizionali. La sua adozione da parte di piattaforme come Stripe, che prevedono di renderla la stablecoin predefinita entro la fine dell’anno, suggerisce un impatto significativo sul volume transazionale globale.

Se la stablecoin otterrà la diffusione prevista, potrà avvicinarsi al livello di transazioni della rete ACH negli Stati Uniti, come indicato dal report a16z Crypto 2025. Questo spostamento favorirebbe una maggiore interoperabilità tra le catene di blocco e i sistemi di pagamento tradizionali.

In conclusione, Open USD rappresenta una risposta concreta alle esigenze di scalabilità, costi ridotti e governance condivisa nel settore delle stablecoin. Il suo successo dipenderà dall’adozione da parte di ulteriori aziende e dalla capacità di mantenere la promessa di zero costi operativi, aprendo la strada a una nuova era di pagamenti globali più efficienti.

Fonte: The Cryptonomist (Blockchain & Crypto)