SwitchBot ha costruito la sua reputazione negli anni con prodotti particolarmente concreti: robot aspirapolvere, serrature smart, accessori per automatizzare la casa e una piattaforma di domotica semp…
SwitchBot ha costruito la sua reputazione negli anni con prodotti particolarmente concreti: robot aspirapolvere, serrature smart, accessori per automatizzare la casa e una piattaforma di domotica sempre più ampia. Al CES 2026, però, l’azienda ha mostrato un cambio di passo netto presentando onero H1, il suo primo robot umanoide, segnando un allontanamento deciso dai dispositivi a funzione singola che l’hanno resa popolare. Con onero H1, SwitchBot prova a spostare il discorso dalla semplice automazione alla robotica domestica vera e propria. Non parliamo di un prodotto nato per svolgere un solo compito, ma di una piattaforma basata su intelligenza artificiale incarnata, progettata per muoversi, percepire l’ambiente e interagire con gli oggetti di casa in modo flessibile, lavorando anche in sinergia con l’ecosistema SwitchBot già esistente. SwitchBot definisce onero H1 come il suo primo robot umanoide general purpose, un progetto che non nasce per sostituire un singolo dispositivo ma per affrontare il problema più ampio delle faccende domestiche. L’obiettivo dichiarato non è automatizzare un compito specifico, ma provare a ridurre il lavoro manuale quotidiano attraverso un sistema capace di adattarsi a contesti diversi. A differenza dei robot domestici tradizionali, che svolgono funzioni ben delimitate come aspirare, lavare o monitorare, onero H1 non è vincolato a un ruolo preciso. SwitchBot lo presenta come una piattaforma in grado di apprendere, adattarsi e collaborare con altri dispositivi, seguendo una logica più vicina alla robotica umanoide che alla classica smart home.
Fonte: SmartWorld
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