Il mondo della tipografia ha appena conosciuto una novità interessante: Decoy Font, un font gratuito che utilizza un’illusione ottica per mostrare due messaggi diversi a seconda di chi (o cosa) lo guarda. Questa tecnica, ispirata alle immagini ibride che mostrano due soggetti diversi a seconda della distanza di osservazione, ha l’obiettivo di ingannare i modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT e Gemini, impedendo loro di leggere il testo reale.

Il progetto Decoy Font viene da Mixfont, che lo descrive come un esperimento sulla tipografia anti-AI. Il principio tecnico si chiama frequenze spaziali separate: ogni lettera contiene due informazioni sovrapposte. In primo piano ci sono sottili contorni che formano un carattere, mentre sullo sfondo c’è una massa a bassa frequenza, sfocata, che ne forma un altro. Da vicino l’occhio (e la fotocamera di un sistema AI) legge i contorni nitidi in primo piano. Da lontano, o strizzando gli occhi, emerge il messaggio nascosto.

Il funzionamento di Decoy Font

I sistemi AI lavorano analizzando i pixel dell’immagine a distanza ravvicinata, quindi tendono a leggere il testo in primo piano, quello falso, il cosiddetto messaggio esca. Il testo reale, quello che l’utente vuole comunicare, resta nascosto nel layer a bassa frequenza. Nei test riportati da Mixfont, sia ChatGPT che Gemini 3.5 con Thinking non sono riusciti a decodificare correttamente il messaggio nascosto quando gli veniva passato uno screenshot del font.

Decoy Font è disponibile come file TTF installabile, il che lo rende molto più accessibile rispetto ad altre tecniche anti-AI che richiedono animazioni o video. Una volta installato, si usa come qualsiasi altro font: si digita normalmente e il testo risultante contiene già l’illusione ottica integrata.

Implicazioni e limiti

Sarebbe ingenuo pensare che Decoy Font sia una soluzione definitiva per ingannare i modelli di intelligenza artificiale. Gli stessi creatori ammettono che modelli con capacità di ragionamento avanzato potrebbero, con i giusti prompt, capire il meccanismo e cercare le lettere nascoste. Tuttavia, per ora, Decoy Font sembra funzionare come previsto, almeno nei test condotti da Mixfont.

La questione solleva interessanti riflessioni sull’evoluzione della tipografia e sulla relazione tra esseri umani e intelligenza artificiale. Se da un lato Decoy Font può essere visto come un gioco creativo per ingannare i modelli AI, dall’altro lato solleva domande importanti sulla sicurezza e sulla privacy delle informazioni scambiate online.

Conclusioni

In conclusione, Decoy Font rappresenta un esempio interessante di come la creatività e la tecnologia possano essere utilizzate per sfidare i limiti dell’intelligenza artificiale. Sebbene non sia una soluzione definitiva, Decoy Font ha il potenziale di aprire nuove strade per la ricerca e lo sviluppo di tecniche anti-AI. Resta da vedere come i modelli di intelligenza artificiale si adatteranno a questa nuova sfida e come gli sviluppatori di Decoy Font continueranno a migliorare e adattare il loro progetto.

La notizia di Decoy Font ci ricorda che la tecnologia è in continua evoluzione e che la creatività umana può trovare sempre nuovi modi per interagire e sfidare le macchine. Sarebbe interessante vedere come questo progetto si svilupperà nel futuro e quali altre applicazioni potrà avere nel campo della tipografia e dell’intelligenza artificiale.

Fonte: SmartWorld (Smart Home & Tech)