La corsa all’intelligenza artificiale sta causando problemi non solo dal punto di vista della crisi dei chip di memoria, ma anche perché nessuno ci vuole vivere vicino: stanno diventando …

La corsa all’intelligenza artificiale sta causando problemi non solo dal punto di vista della crisi dei chip di memoria, ma anche perché nessuno ci vuole vivere vicino: stanno diventando un po’ come gli impianti di smaltimento dei rifiuti e le centrali elettriche, insomma. In effetti, uno degli ultimi sondaggi di Gallup ha rivelato che circa sette americani su dieci si dichiarano contrari alla costruzione di datacenter vicino alle proprie abitazioni o comunità locali, laddove solo qualche mese fa, verso la fine del 2025, i contrari erano meno della metà. Il Washington Post dice che, al momento, i datacenter sono diventati addirittura più impopolari delle centrali nucleari, nel senso che molti cittadini preferirebbero vivere nelle vicinanze di materiale radioattivo piuttosto che accanto a un significativo hub per server e AI. Il problema principale è che i datacenter sono sempre più grandi e affamati di energia e acqua, il che può causare problemi agli impianti esistenti, con conseguenze facilmente immaginabili per le abitazioni limitrofe. Le proteste stanno rallentando approvazioni, autorizzazioni e cantieri, mentre almeno 69 giurisdizioni negli Stati Uniti hanno già introdotto moratorie o restrizioni temporanee sui nuovi progetti. Anche i data center già approvati stanno diventando un problema politico per amministratori e consigli locali. In molte comunità le assemblee pubbliche dedicate ai progetti si stanno trasformando in scontri accesi tra residenti, ambientalisti e aziende tecnologiche. Alcuni rappresentanti che avevano sostenuto i progetti hanno scelto di dimettersi oppure sono stati sostituiti da candidati contrari durante le elezioni locali.


Fonte: HDBlog