La decisione di Meta di bloccare l'uso di chatbot esterni su WhatsApp aveva sollevato molte domande negli ultimi mesi, soprattutto perché i servizi basati su LLM sono in continua crescita. L'in…
La decisione di Meta di bloccare l’uso di chatbot esterni su WhatsApp aveva sollevato molte domande negli ultimi mesi, soprattutto perché i servizi basati su LLM sono in continua crescita. L’intervento delle autorità italiane e brasiliane ha però ribaltato una situazione che sembrava ormai definita. Il provvedimento permette agli utenti con numeri registrati in Italia e Brasile di continuare a usare chatbot come ChatGPT direttamente nell’app, mentre nel resto del mondo la restrizione resta attiva. Il blocco imposto da Meta mirava a impedire a società come OpenAI o Perplexity di utilizzare l’API Business di WhatsApp come interfaccia principale dei propri chatbot. La misura non toccava l’assistenza clienti, ma colpiva esclusivamente i servizi che usavano WhatsApp come alternativa alle loro applicazioni dedicate. L’AGCM, l’autorità garante della concorrenza in Italia, ha giudicato questa scelta come una possibile limitazione dell’accesso al mercato dei servizi basati su intelligenza artificiale, con rischi immediati per la concorrenza. Per questo ha ordinato a Meta di sospendere il provvedimento, ritenendo che potesse produrre un danno serio e difficilmente reversibile. Il testo aggiornato ieri dei termini di utilizzo conferma quindi l’esenzione per gli utenti con numeri italiani, definendo chiaramente che i provider di AI possono offrire i loro servizi tramite WhatsApp solo quando il numero registrato appartiene a uno dei due paesi ammessi.
Fonte: SmartWorld
Articolo elaborato automaticamente dal sistema TechTok Autosummary