Un gruppo di ricercatori di sicurezza di Paradigm Shift ha pubblicato i dettagli tecnici di usbliter8, un exploit che sfrutta un bug nel controller USB integrato nei SoC Apple di quella generazione. La cattiva notizia è che il componente difettoso fa parte della SecureROM, il primo programma che il processore esegue all’accensione, scritto direttamente nel chip e immutabile per definizione.

Il bug non è nel codice Apple, ma nel controller USB DWC2 prodotto da Synopsys, il modulo che gestisce la comunicazione USB e che si attiva quando colleghiamo il dispositivo a un computer. Questo componente usa un meccanismo chiamato DMA (Direct Memory Access) per trasferire dati direttamente in memoria senza coinvolgere il processore principale.

Il problema tecnico

Il problema sta in come il controller gestisce un tipo di messaggio USB chiamato Setup packet: può memorizzarne fino a tre consecutivi, ma quando azzera il puntatore alla posizione iniziale, sottrae sempre 24 byte indipendentemente da quanti ne siano stati effettivamente scritti. Risultato: un attaccante può spingere quel puntatore su zone di memoria arbitrarie e scrivere dati dove non dovrebbe.

Vale la pena capire perché il problema riguarda solo certi chip. Sull’A11 (iPhone 8 e iPhone X) il software della SecureROM corregge manualmente l’errore dopo ogni pacchetto ricevuto, neutralizzando il bug. Su A12 e A13 questa correzione manca e il componente di protezione della memoria è configurato in modo da non bloccare le scritture anomale.

Implicazioni per la sicurezza

La vulnerabilità non potrà mai essere corretta via software, perché il problema non è nel codice di Apple, ma nell’hardware. Ciò significa che gli utenti di iPhone XS, XS Max, XR, iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max devono essere consapevoli del rischio di attacchi di sicurezza.

È importante notare che la vulnerabilità è stata scoperta da un gruppo di ricercatori di sicurezza e non è ancora stata sfruttata da attaccanti malintenzionati. Tuttavia, è fondamentale che gli utenti prendano misure di protezione per minimizzare il rischio di attacchi.

Conclusioni

I dispositivi vulnerabili sono quindi: iPhone XS, XS Max, XR (A12) iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max (A13). Dall’A14 in poi, Apple ha corretto la configurazione direttamente nella SecureROM, rendendo la vulnerabilità non sfruttabile.

In conclusione, la vulnerabilità hardware negli iPhone basati su chip A12 e A13 è un problema serio che non potrà essere risolto via software. Gli utenti devono essere consapevoli del rischio e prendere misure di protezione per minimizzare il rischio di attacchi di sicurezza.

Fonte: SmartWorld (Smart Home & Tech)