Negli ultimi giorni il tema sicurezza Android risulta essere tornato al centro dell’attenzione, e non per motivi rassicuranti. Dopo i recenti casi di dispositivi con software già compromesso, arriv…

Negli ultimi giorni il tema sicurezza Android risulta essere tornato al centro dell’attenzione, e non per motivi rassicuranti. Dopo i recenti casi di dispositivi con software già compromesso, arriva un’altra scoperta che mette in luce tecniche sempre più sofisticate utilizzate dagli attaccanti. I ricercatori di ESET hanno individuato una nuova famiglia di malware che integra direttamente un modello di intelligenza artificiale generativa durante la sua esecuzione. Una modalità di azione tutt’altro che comune, che suggerisce un’evoluzione non trascurabile nel panorama delle minacce mobili. Il malware individuato prende il nome di PromptSpy e si distingue da altre varianti grazie a una caratteristica insolita: durante l'esecuzione invia a Gemini, il modello di Google, informazioni su ciò che appare sullo schermo dell'utente infetto. L'obiettivo consiste nel ottenere indicazioni su come procedere, così da adattare il proprio comportamento alle differenze tra dispositivi e interfacce. Questa dinamica evita la rigidità tipica degli attacchi basati su istruzioni predefinite, che spesso funzionano solo su modelli specifici. In questo caso, invece, l'AI permette al malware di regolare le sue azioni in tempo reale, un aspetto che complica le attività di analisi e di difesa.


Fonte: SmartWorld

Articolo elaborato automaticamente dal sistema TechTok Autosummary