Nel mercato del lavoro statunitense, le competenze in intelligenza artificiale stanno iniziando a segnare un divario netto tra chi sfrutta i nuovi strumenti e chi resta indietro. I dati dello studio G…

Nel mercato del lavoro statunitense, le competenze in intelligenza artificiale stanno iniziando a segnare un divario netto tra chi sfrutta i nuovi strumenti e chi resta indietro. I dati dello studio Google-Ipsos sull’uso dell’IA al lavoro
Secondo una ricerca condotta da Google con Ipsos e condivisa con Fortune, solo due lavoratori su cinque negli Stati Uniti, pari al 40%, utilizzano anche solo saltuariamente l’intelligenza artificiale sul posto di lavoro. Ancora più ristretto risulta essere il gruppo dei cosiddetti “fluenti” in IA: appena il 5% dei dipendenti ha riorganizzato o riprogettato porzioni significative della propria attività grazie a queste tecnologie. Questa distanza nell’adozione non risulta essere neutrale. I lavoratori definiti fluenti in IA hanno una probabilità 4,5 volte maggiore di dichiarare salari più elevati e 4 volte superiore di attribuire una promozione alla capacità di usare l’IA, rispetto a chi risulta essere ancora nelle fasi iniziali. Ostacoli all’adozione e rischi per chi resta indietro
Tra chi non utilizza ancora strumenti intelligenti al lavoro, il principale ostacolo risulta essere la percezione di irrilevanza: il 53% ritiene che l’IA non si applichi alle proprie mansioni. Inoltre, l’adozione resta bassa tra piccole imprese, lavoratori nelle aree rurali e personale in prima linea. Si tratta proprio dei gruppi che potrebbero affrontare la sfida più ripida man mano che gli standard di produttività trainati dall’IA si alzano.


Fonte: The Cryptonomist

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