Google DeepMind torna a far parlare di sé nel campo della robotica avanzata mostrando nuove capacità del robot umanoide Apollo, sviluppato da Apptronik e potenziato dai più recent…
Google DeepMind torna a far parlare di sé nel campo della robotica avanzata mostrando nuove capacità del robot umanoide Apollo, sviluppato da Apptronik e potenziato dai più recenti modelli Gemini. In una dimostrazione pubblicata online, Apollo viene messo alla prova con oggetti che non aveva mai incontrato prima, riuscendo comunque a manipolarli, spostarli e riconoscerli correttamente seguendo semplici istruzioni vocali. Un passo significativo verso l’idea di robot realmente versatili, capaci di adattarsi a contesti nuovi senza bisogno di essere riprogrammati ogni volta. Nel video diffuso da DeepMind, Apollo afferra oggetti dalle forme irregolari o realizzati con materiali morbidi, reagisce a comandi come “prendi il blocco verde” e modifica il proprio comportamento quando la posizione di contenitori o utensili cambia improvvisamente. La scena non è quella di una catena di montaggio iper-controllata, ma di un ambiente dinamico, più simile a una casa o a un laboratorio condiviso con esseri umani. È proprio in questo tipo di contesti che la robotica tradizionale ha sempre mostrato i suoi limiti. Alla base di queste capacità c’è Gemini Robotics, un sistema pensato per il cosiddetto controllo “multi-embodiment”. In pratica, la stessa AI può essere utilizzata su piattaforme robotiche particolarmente diverse tra loro, dai bracci industriali a due arti fino a un umanoide completo come Apollo.
Fonte: HDBlog