Satya Nadella torna al centro dell’attenzione internazionale con un’osservazione che ha spiazzato più di un analista: stando a il CEO di Microsoft, le dimensioni del colosso che gui…

Satya Nadella torna al centro dell’attenzione internazionale con un’osservazione che ha spiazzato più di un analista: stando a il CEO di Microsoft, le dimensioni del colosso che guida da quasi dieci anni rappresenterebbero oggi “un enorme svantaggio” nella corsa all’AI. Un’affermazione singolare per un’azienda che, proprio grazie al suo peso economico e alla partnership multimiliardaria con OpenAI, è riuscita a imporsi come uno dei protagonisti della nuova stagione tecnologica. L’occasione è stata un dialogo con Mathias Döpfner, numero uno di Axel Springer. Nadella ha raccontato di trascorrere i weekend studiando il modo in cui le startup progettano prodotti e prendono decisioni. La sua convinzione è che la velocità sia diventata una condizione imprescindibile nell’era dell’intelligenza artificiale generativa: gruppi piccoli, riuniti attorno allo stesso tavolo, riescono a muoversi con un’agilità impossibile per un gigante con decine di migliaia di dipendenti. Per il CEO, la vera sfida non è soltanto sviluppare l’AI più avanzata, ma riuscire a disimparare pratiche e automatismi che per decenni hanno garantito il successo dell’azienda. Non è un caso che le sue parole arrivino mentre crescono i dubbi sulla sostenibilità economica degli ingenti investimenti in AI. Bill Gates ha evocato un possibile scenario da “bolla”, paragonandolo al periodo delle dot-com: grandi aspettative, valutazioni in crescita vertiginosa e un quadro dei ricavi ancora in evoluzione.


Fonte: HDBlog